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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sardegna

Vota Antonio, vota Antonio.

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Ci siamo quasi, il 4 marzo si vota. E la campagna elettorale com’è stata? Forse la prima dove i social l’hanno fatto da padrone o quasi. Poca carta, pochi giornali, pochi santini (finalmente!). Tutto sui social. Al di là dei messaggi, al di là dei programmi, l’importante è stato condividere e prendere like. Il resto poco conta, meglio; non conta niente. Hashtag in mano a scriteriati e improvvisati SME al lazo di piccoli politici con grandi aspirazioni,  che comunicano anche quando vanno al cesso con un #. Ho visto di tutto e forse il peggio mi è pur sfuggito, ma come sempre c’è qualcosa che si è eleva da questa patina fangosa, un bagliore, una cannonata, un terremoto che scuote, che fa riflettere e soprattutto sorridere. La causa di tutto questo ha un nome: Gianluca Vassallo , fotografo campano con i piedi da tempo piantati stabilmente in quella che ritengo l’isola più affascinante tra tutte quelle che ho visitato: La Sardegna.  Gianluca ha deciso di partecipare a m...

La "Maria" delle Armi.

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“ Lo spirito non è un dono ma una conquista ”. Claude Adrien Helvetius E’ questo il senso del pensiero passato per la mia mente e forse per quella di tanti altri viaggiatori quando si giunge qui.   Attoniti, quasi sgomenti per la forza dello spirito aggrappato su questa roccia, la tranquillità che infonde questo verde sfolgorante, in cascate di sfumature che disegnano un’impronta di natura a tratti esuberante, con l’azzurro di un cielo che impone serenità. Qui ha vinto lo spirito. La misticità di questo luogo permea l’anima più scettica, la tarla. E’ un’esperienza unica salire su queste montagne, primo baluardo di un massiccio roccioso nato da chissà quale esplosione di forza.  E’ sua maestà il “Pollino”. E’ il santuario della Madonna delle armi e questa la sua storia… “ Il  Santuario di Santa Maria delle Armi  (XV-XVI secolo), testimonianza significativa di arte rinascimentale, tra i più pregevoli complessi monumentali di origine medievale della  ...

E Polecenelle bielle e brutte.

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Polecenelle brutta In questo periodo è facile parlare di Carnevale, delle feste, delle tradizioni e dei misteri che questa antica ricorrenza  si porta dietro. Già proprio i misteri…In tutta Italia si sfila, ci si maschera e si trasgredisce con anima e corpo. Sono i  tre giorni che aprono poi la porta alla riflessione e alla quaresima. E’ la festa godereccia per antonomasia un po’ dappertutto o quasi. Quasi, perché non tutto è solo mercificato e ceduto a pure logiche commerciali concepite per calamitare turisti e monetizzare gli eventi. Ci sono luoghi dove questa festa è celebrata in maniera intima, come  fosse un tormento, nell’eterna indecisione se condividere o custodirla gelosamente. Il Carnevale di  Alessandria del Carretto (CS) sembra essere uno di questi.  Polecenelle bielle L’intera comunità si raccoglie intorno a questo piccolo e antichissimo borgo abbarbicato sulle prime alture del Pollino , rievocando una remota tradizione che sprigiona...

#Cantieri.

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Serpentone  -Potenza- ph.di Massimo Lovisco Sara Errico e Antonella Viggiani sono due ragazze lucane, membri del Web-team che ha contribuito alla vittoria di Matera come capitale europea della Cultura per 2019, Sara e Antonella sono anche sperimentatrici di una  pratica forse non troppo avvezza nei nostri territori: il riuso . La loro idea si basa proprio su questo, ripensare al futuro in maniera costruttiva e innovativa creando un itinerario senza costruirlo, ristrutturando quello precedente, rimodellandolo alle nuove visioni, rigenerandolo in chiave urbana, sociale, umana. E’ questo la chiave di lettura del nuovo turismo, che si innova non solo sul territorio, ma e soprattutto, permea la vita sociale delle persone. Un turismo che ha bisogno del racconto delle gente dalla loro prospettiva.  Noi sosteniamo “# Cantieri ”! <Il nostro progetto parte e si concretizza nella collaborazione e nella partecipazione collettiva. Proponiamo Cantieri con l’intento...

"Sa Sartiglia".

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Il Carnevale , con i suoi riti, i suoi costumi, le sue origini…in tutto predomina la morte. Ed è quello il senso che prevale, ma con buona dose di derisione e sarcasmo. Diceva tempo fa Franco Cardini “ il Carnevale è una festa inquietante che viene vissuta nell'ombra della morte .” E' il classico avvicendarsi del tempo, un tempo che muore, cupo e tetro e uno che rinasce, che avanza.  La Quaresima entra con prorompenza e vigoria nell'immaginario degli uomini perché è anche il simbolo (profano) della rinascita della natura, del colorarsi e illuminarsi del giorno. Ma il Carnevale è anche un momento propiziatorio, una spinta verso un periodo più ricco. Una spinta che, nell'antichità era affidata a veloci cavalli che trainavano sfavillanti bighe in folli corse per sfidare la morte. In molte manifestazioni carnevalesche, in Italia, è ancora così e ce n’è una in particolare dove la corsa è proprio quel momento propiziatorio, ma allo stesso tempo ripudia l'ide...

L'appello di un' Archeologa.

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Ciao a tutti,  mi presento, per chi già non mi conosce, sono Pina Alloggio archeologa e guida turistica della meravigliosa Regione Puglia . Ho deciso di scrivere queste poche righe per cercare di esprimere quanto può essere importante un minimo contributo da parte di ognuno di noi per la realizzazione del progetto ArcheoInTour . Il progetto intende realizzare itinerari culturali e turistici alla riscoperta di quei luoghi del lavoro abbandonati da tempo e che hanno rappresentato la vocazione di molti territori del nostro Sud Italia. Parliamo di un progetto di valorizzazione della storia dell'archeologia industriale, portato avanti da appassionati ed esperti del settore che vorrebbero far conoscere secondo un percorso dell'anima e della memoria luoghi che identificano il sacrificio, molto spesso fisico, delle popolazioni dei luoghi che si andranno a raccontare.  In campo ci saranno un blogger, due archeologi, una scrittrice,  due fotografe e un videomaker che ...

I visionari di #ArcheoInTour.

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Quando mi è venuta l'idea, circa sei mesi fa, il vocabolo più benevolo che mi era stato appioppato era quello di " visionario ". Forse un po' lo sono davvero, ma poi il tempo, con passione e ragione insieme, credo abbiano fatto breccia anche nelle menti dei miei compagni. Da questa consapevolezza è nato " ArcheoInTour ", l'idea di racconto di un viaggio attraverso la storia dell'archeologia industriale del Sud.  “ ArcheoInTour ” è un progetto indipendente di conoscenza della realtà archeologica-industriale del meridione d’Italia, attraverso una rilettura del fenomeno in chiave emozionale, supportata anche da immagini, con un video-documentario e scatti fotografici che ripercorrano tracciati paralleli a quelli proposti dai classici itinerari turistici, ma con la ricerca e la scoperta anche di siti quasi sconosciuti. Il racconto del viaggio di cinque amici, accomunati dalla loro voglia di viaggiare, è destinata soprattutto a quella fascia di t...

Green Fathers.

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Percorrere strade alternative, costruire nuovi itinerari, muoversi attraverso l’eco sostenibilità del turismo e non fermarsi solo davanti al classico panorama o al monumento storico, ma vivere a pieno il territorio, consapevoli che attraversarlo, guardarci dentro, riserva sempre molte sorprese. Nel blog abbiamo sempre cercato di tracciare percorsi inusuali, che rispondessero a tale filosofia, che interagissero totalmente con i luoghi da visitare, per conoscere a fondo tutto di essi. Abbiamo provato a farlo con “Coast to Coast”, con “ViaggiaTorri”, ma anche con i suggerimenti dei nostri lettori, con “Salentu” e “Don’t forget Corazzo”. Sicuramente sono tra gli esempi della filosofia che fin dal primo post ci guida e che è, per noi, la strada maestra, il nostro leitmotiv, per proporre la vera alternativa. Il Canforo di Capodimonte (NA) Quella che qui vogliamo proporre è una visione di itinerario ripensato guardando dentro di esso, esaltando l’architettura ambientale che madre...

Eppur si muove...(qualcosa)

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Finalmente qualcosa si muove, poco, ma si muove e la nostra campagna-appello, partita la settimana scorsa, contro la piaga degli incendi: “FA’ QUALCOSA” trova linfa vitale e nuovi entusiasmi nell’iniziativa assunta dal Parco Nazionale della Sila. La nostra non vuole essere solo un’intuizione, deve produrre risultati, deve scuotere finalmente le coscienze, deve salvaguardare quello che la Natura ci ha riservato. E questo dobbiamo farlo per forza insieme, condividendo e pubblicizzando anche esperienze come questa del Parco Nazionale della Sila e di tutte le associazione che vi hanno aderito. Il nostro plauso è sentito, sperando che anche ognuno di noi possa trovare spunto per fare qualcosa per gli altri, ma soprattutto per noi stessi. Un grande in bocca al lupo! KKK Una convenzione fra il Parco Nazionale della Sila e le Associazioni di volontariato per combattere gli incendi Lorica, 6 agosto 2013 – A partire da oggi fino al 30 settembre prossimo una convenzione t...

"FA' QUALCOSA"

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“FA' QUALCOSA” L’argomento incendi, in quest’ultimo periodo è molto latitante dalla scena pubblica, se ne parla poco o niente, sembra scomparso, volatilizzato, inghiottito dall’oblio. Forse è un fenomeno in estinzione! Da quello che ne sappiamo non è così, è stato relegato in fondo alle priorità perché non ha più appeal, non si può più utilizzare per fare audience, ma esiste. Eccome se esiste… Noi vogliamo fare qualcosa. SPINA è l’acronimo di: Servizio Prevenzione Incendi Nazionale Autonomo e SPINA non è una struttura, ma un insieme, una pensiero comune.  SPINA non ha mezzi, autobotti, canadair o plotoni di persone, SPINA ha in dotazione solo la parola, quella di ognuno di noi, forse l’arma più potente nel contrasto ad un fenomeno endemico in Italia e soprattutto al Sud: quello degli incendi. Tutte le regioni del Mezzogiorno, in questo periodo sono letteralmente violentate dal fuoco. Sì, il fuoco come arma di distruzione e violenza in mano a uomini senza scrupoli e...

Sardegna, l'altra faccia della medaglia.

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Credo che parlare della Sardegna turistica sia superfluo, aggiungere qualsiasi citazione, retorico. Ma quest’isola, che può vantarsi di avere uno dei mari più puliti dell’intero Mediterraneo, ha il suo lato poco conosciuto o per meglio dire quello meno battuto. E’ la Sardegna di arte e cultura, di storia e tradizioni, che mai troppo incensata, fa più fatica ad affacciarsi sul panorama turistico internazionale. La promozione di questa terra è stata quasi sempre affrancata all’aspetto naturale, forse per intercettare masse sempre più interessate a percorrere lo status della vacanza, meno che il contenuto. Contenuto che sembra assumere, in questi ultimi anni, una valenza e connotazione culturale, richiesta dai nuovi viaggiatori, quelli che si allontanano dagli stereotipi, quelli che si cibano della conoscenza, quelli ecosostenibili, quelli che digitalmente interagiscono e che pretendono l’accessibilità totale al contesto.  Sembra anche impossibile costruire un itinerario in tal s...

Carnevale sardo barbaricino. Sos Intintos. Mercoledì delle Ceneri a Ovodda.

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“Sos Intintos” , le maschere del barbaricino Carnevale di Ovodda.  I loro volti, irriconoscibili, imbrattati di “ zinziveddu” , fuliggine, nerofumo, polvere di sughero bruciato, li vedi girovagare per il paese, il Mercoledì delle Ceneri, esponendo al pubblico ludibrio Don Conte, un fantoccio raffigurante il dispotico signorotto locale, che secoli prima vessava la popolazione locale.  Mentre questo è ovunque il giorno del silenzio quaresimale accompagnato dal digiuno penitenziale, in questo piccolo centro alte salgono al cielo le musiche de “ Su ballu sardu”, le urla, gli strepiti e i fumi dei fuochi che arrostiscono le carni, immonde in questa giornata di astinenza. Holz[w]