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Visualizzazione dei post con l'etichetta Enogastronomia

La leggenda della messa interrotta.

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Ciaramùnti ; così lo chiamano in dialetto i suoi 8209 abitanti. Gli stessi che godono di una vista mozzafiato che spazia dall’Etna alla terra barocca dei racconti del commissario più famoso d’Italia e del suo straordinario inventore: Camilleri. I novecento metri di altitudine da cui domina questo pezzo di Sicilia sud-orientale, raccontano una storia di cultura e enogastronomia forse unici. Chiaramonte (RG) , conosciuto anticamente con il nome di Gulfi, è il paese dei cinque musei, dell’olio e della tradizione culinaria immensa. Attraversato dal tempo che ha lasciato tracce indelebili, soprattutto nell’architettura delle sue chiese e dei suoi palazzi, Chiaramonte custodisce storie e leggende nate nei dedali del suo centro medievale. Una di questa è legata alla distruzione proprio di Gulfi nel 1299: si racconta che i soldati francesi penetrarono nella chiesa dell’Annunziata, uccidendo tutti i fedeli che vi si erano rifugiati, e perfino il sacerdote che aveva in ...

Ode al Passito.

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Il sorseggiare di questo antico vino porta con sé profumi speziati, ricordi lontani, di una terra dove da tempo immemorabile si coltiva la vite con metodi di fenicia usanza. E questa pianta dal succo degli dei, abbarbicata su queste rocce, di un lembo di terra persa in mezzo al mare, simbolo di una tradizione millenaria che si innova, ci regala eccelsi profumi e sapori. Da poco l'Unesco ha decretato patrimonio dell'umanità le metodologie della coltivazione della vite in quest'isola. E noi (con il supporto di Rosarita Berardi) abbiamo onorato questo vino in una straordinaria serata calabrese. Al passito di Pantelleria Il tintinnio del vetro – pur se vetro non è... Il mescere denso del sangue – pur se vermiglio non è... Forse un antico e venusto vitigno riportato alla luce di un sole futuribile... Forse fra frasche d’ombra, pieghe morbide di gonne che ondeggiano su caviglie nude... Sento il tintinnio del vetro – ancora – accarezzare consolatorio le...

Lo Zibibbo dell'Unesco.

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Pantelleria (TP) Qualcuno purtroppo, qualche tempo fa, addentrandosi  in  discorsi pseudo-economici sulla possibilità di ridurre la spesa pubblica in Italia, affermò che uno dei tagli urgenti da fare, per far fronte all’emorragia del debito pubblico, era quello sulla Cultura. “ Con la Cultura non si mangia ”, tuonò.  La notizia di ieri, va proprio nella direzione opposta tracciata con quella dichiarazione. Dopo Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019, un nuovo riconoscimento arriva dall’Unesco per il Sud e le coltivazioni delle uve Zibibbo a Pantelleria (TP). L’antico metodo di coltivazione e raccolta diventano da oggi Patrimonio dell’Umanità. Alla faccia di quel rotondo signore che proferì quell’infelice frase. La vite coltivata ad alberello di quest’isola di frontiera, entra così nell’ autorevole lista dei patrimoni culturali dell’Umanità da tutelare.  I vitigni ad alberello Lo Zibibbo di Pantelleria ha origine molte lontane, si c...

L'isola del tesoro.

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Interno chiesa di S. Francesco Trovare un tesoro in Sicilia può essere un accadimento non troppo raro, sempre che si dia al tesoro un valore molto ampio, soprattutto immaginario. In ogni angolo dell’isola se ne cela uno, sempre diverso, eccitante e sempre inatteso. Mazara del Vallo (TP) è uno di quei posti, dove questa regola ricorre in maniera cadenzata. In molti credono sia solo il fulcro di una grandissima flotta di pescherecci che tutte le sere affrontano questo braccio di mare pescosissimo, un' azzurra distesa che ci separa dal continente africano, uno specchio d'acqua che da troppo tempo, però, rinfrange tragedie di vite spezzate di uomini, donne e purtroppo di molti bambini. Ma i viaggiatori più affamati e non troppo stereotipati, hanno visto una  Mazara differente, hanno esplorato i vicoli mozzafiato della casbah , densi di locali colmi di uomini con il fez , che mischiati al fumo dei narghilè testimoniano la storia di integrazione tra etnie e religioni ...

"Sud"

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In anni di viaggi di lavoro in tutto il meridione d’Italia, di fermate e partenze, di pit-stop conditi anche dalla presenza della buona cucina locale, uno dei luoghi che più mi è rimasto nel cuore è Marzamemi (SR). L’occasione fu un impegno di lavoro, l’incontro con un collega di Siracusa: Giancarlo, un po’ dott. Jekyll e un po’ Mr. Hyde, di giorno sapiente e capace professionista, ma dopo le 17,00 profondo conoscitore del territorio e dei suoi segreti, oltre che sopraffino “gastronauta”. Fu lui il mio Cicerone. L’impegno di lavoro si trasformò da incombenza onerosa a piacevole scoperta dei luoghi e della cultura gastronomica di questa parte di Sicilia. Chiuso con il dovere, decisi di restare un giorno in più e subito visitai Vendicari (SR). Tonnara di Vendicari (SR) Ma non pensate a faide o cruente vendette. Il nome è solo la benedizione di quella meravigliosa lingua di terra sulla costa jonica, in provincia di Siracusa, tra Marina di Noto e Pachino, lunga circa o...

L' oro di Napoli

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In tempo di feste si sa, si esagera col cibo e soprattutto coi dolci. Ma la nostra penisola non è tutta pandoro e panettoni.  Sulle tavole del Sud altre sono le specialità  che “insidiano” il primato dei classici natalizi. A Napoli, per esempio, ci sono gli “evergreen”: i babà e le sfogliatelle. Il Babà Molte sono le storie sulla nascita del Babà. Forse la più simpatica è quella che indica come suo inventore il re Stanislao Leszczynski, suocero di Luigi XV. A causa di una malattia dentale il re non poteva mangiare cibi molto asciutti. E siccome non intendeva rinunciare ai dolci Stanislao pensò allora di ammorbidire con del vino Tokay e dello sciroppo di zucchero  un dolce francese dell’ Alsazia. i  "babà" Marisa Laurito cantava “il babà è una cosa seria” ovvero non ci si può improvvisare nel farlo e soprattutto molte, forse troppe, sono le “sue” versioni. Il babà si fa lievitare dentro uno stampo dalla caratteristica forma a "fungo", dopo averlo c...

Il Tartufo "Terrone"

A Soveria Mannelli il primo convegno sul tartufo in Calabria organizzato da La Rosa nel Bicchiere e Slow Food SOVERIA MANNELLI (Catanzaro) - Si è tenuto ieri, domenica 9 dicembre, presso l’agriturismo La Rosa nel Bicchiere, il primo convegno sul tartufo di Calabria, organizzato dall’editore Rubbettino (proprietario dell’agriturismo) e dalla condotta Slow Food di Catanzaro. A raccontare al nutrito pubblico di spettatori questo universo fatto di odori e sapori raffinati, ma anche di prospettive economiche e occupazionali, sono stati Gianfranco Visentin, segretario nazionale dell’Associazione Micologica Bresadola; il cercatore di tartufi Franco Tomaino; il giornalista esperto in eno-gastronomia Gianfranco Manfredi e il presidente di Slow Food Calabria Nicola Fiorita. Sono state molte le sorprese venute fuori dagli interventi dei relatori. Prima fra tutte il fatto che questo nuovo arrivato sulle tavole di Calabria in realtà era arrivato (e apprezzato) da mo...

L' Amaro in bocca.

Barman di tutto il mondo, sudista e non , è arrivato il "Capotto", l'originale mix tra lo storico Amaro del Capo e il chinotto. Un altro modo di bere l'amaro, prima dei pasti e non dopo. Ecco le dosi per questo cocktail molto mediterraneo: 1/3 di Amaro del Capo 2/3 di chinotto (appena stappato, mi raccomando!) ghiaccio Schekerate il tutto e gustatelo. Diversamente. @PupiParis