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Visualizzazione dei post con l'etichetta Calabria

Ritorno da Sciabaca.

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Il Dopo; è sempre estremamente complicato fare la sintesi, trovare gli spunti per riportare su carta le emozioni, le connessioni, gli scambi avute nell'ultima giornata di Sciabaca, in quel di Soveria Mannelli (CZ). Soveria è stato, da sempre, un luogo di sperimentazione culturale e di innovazione molto particolare, data forse dalla profonda traccia antropologica di questi luoghi, forse per le visioni passate e quelle future, forse per una certa permeabilità nelle coscienze di queste genti ad accettare il dogma che la cultura è l'unica strada di sviluppo per una comunità. E Sciabaca è un concentrato di queste visioni, idee e progetti accuratamente plasmate da un gruppo di persone che hanno incentrato le loro attività imprenditoriali, con profonde connotazioni culturali, sulla crescita del sapere prima di quella dettata dal mercato. Tutto è accaduto qui, in quel di Soveria, territorio montano a prevalente economia agricola, periferico e decentrato. Apparentemente! Ma il c...

La pasionaria di Calabricata.

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Nell’immediato secondo dopoguerra italiano, i movimenti di lotta contadina per l’occupazione delle terre incolte si svilupparono prepotentemente in Calabria e in tutto il Meridione. Le battaglie antilatifondiste, tra il 1944 e il 1950, furono segnate dal sangue dei contadini. Da ricordare, in questo contesto, l’eccidio di Melissa – nel crotonese – e la strage di Portella della Ginestra in Sicilia. La storia di Giuditta Levato s’inquadra in questo frangente storico. Nata il 18 agosto 1915 a Calabricata di Albi – oggi comune di Sellia Marina, provincia di Catanzaro, dal 1956 – fu la prima vittima della repressione agraria: una donna in stato di gravidanza. Suo padre, Salvatore, e sua madre, Rosa Romania, lavoravano la terra. Giuditta passò i suoi anni tra la casa ed il campo ad aiutare i genitori ed i fratelli. Lavoro duro, spesso ingrato, ma altrettanto onesto ed umile. A 21 anni sposò un contadino, Pietro Scumaci, il quale la lasciò madre nel 1941 in quanto chiamato alle ...

E Polecenelle bielle e brutte.

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Polecenelle brutta In questo periodo è facile parlare di Carnevale, delle feste, delle tradizioni e dei misteri che questa antica ricorrenza  si porta dietro. Già proprio i misteri…In tutta Italia si sfila, ci si maschera e si trasgredisce con anima e corpo. Sono i  tre giorni che aprono poi la porta alla riflessione e alla quaresima. E’ la festa godereccia per antonomasia un po’ dappertutto o quasi. Quasi, perché non tutto è solo mercificato e ceduto a pure logiche commerciali concepite per calamitare turisti e monetizzare gli eventi. Ci sono luoghi dove questa festa è celebrata in maniera intima, come  fosse un tormento, nell’eterna indecisione se condividere o custodirla gelosamente. Il Carnevale di  Alessandria del Carretto (CS) sembra essere uno di questi.  Polecenelle bielle L’intera comunità si raccoglie intorno a questo piccolo e antichissimo borgo abbarbicato sulle prime alture del Pollino , rievocando una remota tradizione che sprigiona...

Matera 2019, un esempio per tutto il Sud. L’intervista a Francesco Marano

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Mario Calabresi qualche giorno fa, nel suo primo editoriale da direttore de  la Repubblica , a proposito della realtà e del modo in cui viene raccontata dai media, cita una frase di un grande giornalista, Walter Lippman: “ Il modo in cui immaginiamo il mondo determina quello che la gente farà”.  Questo significa che come media, abbiamo l’obbligo di denunciare le cose che non vanno, prosegue Calabresi, ma anche di raccontare storie che danno un senso alla nostra vita. Non si tratta di essere melensi o buonisti a tutti i costi ma, di fronte al  problema, di non cadere nell’amarezza o nello stereotipo ma di segnalare, linkingcalabria.it lo fa da sempre, le soluzioni e quelle pratiche ‘virtuose’ che fortunatamente dilagano sempre più nel nostro Sud. E   Matera   sicuramente è una delle storie vincenti di riscatto e di rinascita di questo meridione bistrattato e martoriato, che dimostra come cambiare lo sguardo verso le cose può essere il primo passo perché un sogno...

Salviamo "Pratopiano".

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Erano diversi mesi che, in contatto con Peppino Curcio , eravamo interessati a visitare e conoscere meglio questo sentiero che dalla periferia est di Pedace (CS) si inerpica per circa 4 chilometri con un dislivello di più di 200 metri. Questa antichissima via è sbalorditiva per le immagini e i panorami che regala, ma anche formidabile scrigno di una storia più che millenaria. Camminando e ascoltando Peppino abbiamo attraversato un millennio di umanità e la fatica non si è fatta sentire. Il capolinea è una radura popolata da filari di alberi monumentali di importanza paesaggistica e naturalistica notevole. La chicca,  Peppino,  ce la riserva all'arrivo quando, visibilmente commosso, rivela la storia di Pietro Ingrao nascosto dal padre, sindacalista, ai nazisti che gli davano la caccia. Il seguito è affidato a immagini e qualche riga per descrivere questo viaggio pieno di sorprese. Buona camminata. Il sentiero inizia dalla corte antistante l'antica ch...

"I Lib(e)ri".

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Dall' 1 al 31 Agosto l'associazione For Calabria  di Castelsilano (KR) ha avuto il piacere di ospitare #libriAMOci, biblioteca itinerante e progetto innovativo per la promozione della cultura realizzato dall'associazione Latitudine Sud . Ringraziamo, per questo, Francesco Marano e tutto lo staff di Latitudine Sud per averci dato la possibilità di ospitare quest'"idea" oltre che l'Amministrazione Comunale per averci permesso di ospitare l'iniziativa all'interno del centro polifunzionale di piazza Palatucci. Un mese, quello di Agosto, all'insegna della cultura e degli incontri. Incontri di persone speciali che hanno lasciato il segno, come la scrittrice e poetessa romagnola Rosarita Berardi (“I libri ci rendono liberi”); Paolo Presta, nostro conterraneo, musicista esemplare che ci ha deliziato con la sua arte e la sua creatività con un laboratorio musicale; Angelina Pettinato , giovane scrittrice anch'essa calabrese, che...

"La mia Corazzo".

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Un'inquietudine sommessa mi sfiora la pelle...come se l'ombra leggera di un peccato antico respirasse alle mie spalle.  Mi siedo e guardo le pietre invecchiare. Secoli e secondi non si separano e il mio tempo, il mio kairos fluisce e si amplessa con il kronos delle pietre. Le erosioni e i solchi sono le rughe di un sapere silente che qui cresce e matura.  Mi siedo e aspetto. La quiete che scorre come brezza serotina rende omaggio alla sacralità del rito che si consumerà in queste ore (o in queste ere!). Arrivano piano, senza remore; sorrisi chiusi ma non serrati.Si siedono ed aspettano. Anche noi aspettiamo...che il sole tramonti...che la luna sorga. Le voci ripiegate che attendono il momento di alzarsi. La musica racchiusa nello scrigno delle corde ferme. Partiremo fra poco, lasciando in omaggio - come compete ai pellegrini di ogni tempo - un obolo di parole, scelte accuratamente fra quelle che ci abitano. Lasceremo qui uno sguardo attento e un ring...

Calafrika 2015.

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L'associazione MigrAzione, è felice di annunciare la nuova edizione del Calafrika Music Festival. Un evento al centro del Mediterraneo immerso tra i mille colori di una terra, la Calabria, da sempre teatro di incontri, di diversità e di ricchezza culturale, che acquista un nuovo valore in un periodo in cui il nostro mare si macchia di orrore e disperazione. La settima edizione del Calafrika Music Festival vuole confermare l'attenzione dell'Associazione MigrAzione sulle tematiche riguardanti le migrazioni e dunque su una realtà che in maniera sempre più incombente ci coinvolge e ci riguarda da vicino. Già 7 anni fa era evidente l'emergenza epocale di cui saremmo stati spettatori e per certi versi attori non protagonisti. Musica, Stree art, laboratori, incontri, proiezioni e dibattiti saranno come ogni anno il corpo del Calafrika che si animerà con la presenza di tutti coloro saranno sensibili a trascorrere giorni di svago e relax accompagnati da scambio, inclusione,...

La Rinascita.

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Quando, intorno all’anno mille d.c., un gruppo di monaci benedettini, con l’aiuto della poverissima popolazione locale costruì l’ Abbazia di Santa Maria di Corazzo , nel territorio del Comune di Carlopoli (CZ), aveva chiaro in mente quale fosse lo scopo di erigere questa meraviglia: la rinascita. Dopo mille anni la storia si ripete. La maestosa struttura è di nuovo il fulcro della vita in questi luoghi. E’ il simbolo della rigenerazione, è forza del rinnovamento. Corazzo negli ultimi secoli è stata testimone di guerre, violenze e cataclismi, ma seppure deturpata e sventrata dall’uomo e dalla natura è ancora lì, spazio libero, senza barriere, che trasmette certezze, protezione, tranquillità. La stessa tranquillità che gli uomini e le donne del Progetto Gedeone hanno avuto nel trasformare questo luogo, in un laboratorio dove si sperimenta la vita in tutte le sue sfaccettature. A Corazzo si sperimenta l’inclusione sociale: c’è chi lavora duramente per rendere fruibile questo sito,...

#Roccellasubacquea, invasione unica.

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‪ #‎ roccellasubacquea‬  è stata un'esperienza fantastica, unica nel suo genere. E' la prova che bisogna sperimentare, sempre. E' stata l'unica invasione digitale subacquea in Italia e noi i fieri pionieri di questo innovativo metodo di fare cultura. Tutto ciò non si sarebbe però, potuto realizzare senza l'entusiasmo e la competenza dei sub  di Roccella con Luca Papandrea. Un grazie anche al nostro Ambassador Francesco Marano per le nottate a costruire quello che sembrava impossibile. E grazie alla nostra fotografa Francesca Palmieri, al grafico Stefano Tocci, a Laura Marano e tanti altri che hanno contribuito a dare visibilità a questa invasione. Senza dimenticare Marianna Marcucci, Fabrizio Todisco e tutto lo staff di Invasioni Digitali che ci hanno supportato. Questa la storia della nostra  ‪#‎ invasionedigitale‬  e tutte le immagini. Pasubio 35/44 mt Il relitto del Pasubio è uno dei più affascinanti del basso Jonio calabrese. Si tratt...

"La guerriglia di Irene".

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  “ Facciamo fiorire Corso Telesio ” e’ un progetto che nasce dal basso: dal cittadino. In linea con altre citta italiane e di tutto il mondo, anche a Cosenza si stanno sviluppando dei progetti di guerriglia urbana ( yarn bombing ) con i quali si vuole abbellire e migliorare la città attraverso “morbide” installazioni. Nel caso della città bruzia, sulle vetrine delle botteghe ed altre attività di corso Telesio, nel centro storico, sbocciano rose, è in atto la fioritura di rose di lana lavorate all’uncinetto! Con questo progetto vorrei rendere piacevole una passeggiata per chi ha deciso di visitare il centro storico o il soggiorno a chi, nel centro storico, ci vive e lavora. Vorrei amplificare la sua già incontestata bellezza. “Mi sono ispirata ad un’idea dell’Associazione Sul filo dell’arte per cercare di porre l’attenzione sul corso. Questa antica via rasenta l’abbandono; le istituzioni si stanno concentrando su altre zone della città, zone che, a mio avviso, ...