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Lo Zibibbo dell'Unesco.

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Pantelleria (TP) Qualcuno purtroppo, qualche tempo fa, addentrandosi  in  discorsi pseudo-economici sulla possibilità di ridurre la spesa pubblica in Italia, affermò che uno dei tagli urgenti da fare, per far fronte all’emorragia del debito pubblico, era quello sulla Cultura. “ Con la Cultura non si mangia ”, tuonò.  La notizia di ieri, va proprio nella direzione opposta tracciata con quella dichiarazione. Dopo Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019, un nuovo riconoscimento arriva dall’Unesco per il Sud e le coltivazioni delle uve Zibibbo a Pantelleria (TP). L’antico metodo di coltivazione e raccolta diventano da oggi Patrimonio dell’Umanità. Alla faccia di quel rotondo signore che proferì quell’infelice frase. La vite coltivata ad alberello di quest’isola di frontiera, entra così nell’ autorevole lista dei patrimoni culturali dell’Umanità da tutelare.  I vitigni ad alberello Lo Zibibbo di Pantelleria ha origine molte lontane, si c...

"Vedi Napoli e poi mangi".

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A proposito di cose uniche…tante ne potrebbero venire in mente. Un monumento, un sito archeologico, una tradizione, un borgo. Al sud non ci facciamo mancare niente, anche se poi non ce ne accorgiamo, anche se poi non ne sappiamo valorizzare la storia, la solita pappa trita e ritrita. Ma quella che vi racconto è un’esperienza molto particolare e anche unica. Non conosco altre realtà del genere, non ho ancora trovato simili esperienze in Italia e forse in Europa. E’ il tardo pomeriggio di settembre dell’anno scorso, affacciato su un tramonto da brividi, a Napoli, precisamente nella zona dei Campi Flegrei , tra i soffioni della Solfatara di Pozzuoli. Comodamente seduto, in un contesto di straordinaria suggestione, aspettando il calare del sole nell'incantevole scenario del cratere, ho partecipato ad un evento unico. Non era un seminario di vulcanologi sulle attività del sottosuolo di questa zona di Napoli, ma una discussione programmata dal presidio Slow-Food locale, per discu...

La Cosenza "sferruzzante" (Urban Knitting).

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L ’ handmade, (letteralmente fatto-a-mano), è espressione non solo di un'arte manuale, ma soprattutto di una concezione basata sul fare, sul rispetto dell'ambiente che mi circonda e sull'apprezzamento della "bellezza" come si ntetizzazione di concetti quali equilibrio, armonia, perfezione. Concetti che convergono verso quello ultimo di bene. Dunque morale. Il valore del bello è, infatti, essenzialmente valore della morale. Oggi la parola "crisi" viene usata per esprimere esclusivamente un concetto di tipo economico, non tenendo conto che le scienze economiche altro non sono che espressione della società. Di conseguenza la crisi in cui oggi riversiamo, altro non è che una crisi di tipo morale. Ricercare, costruire, inventare la bellezza diventa così uno strumento per un fine: quello di ritrovare in noi una morale, espressione di virtù umana che ci faccia vivere in armonia con noi stessi e con il mondo. Un fine contro la fine . Portare l...

#the7hours.

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Quelle fatidiche sette ore…sembra un titolo di un kolossal di mega produzione hollywoodiana, ma non è così o forse sì. #the7hours è il nome dato alla tendenza che accompagnerà il popolo dei social nel percorso che la Commissione incaricata dalla Giuria  farà durante la visita nella città dei Sassi. #the7hours è il nome dato al tempo per cambiare la storia di Matera, per provare a riscrivere il suo futuro, per dimostrare che insieme si può cambiare. Il 7 ottobre, la Commissione, sarà a Matera per “vedere” se si può fare e il suo popolo si prepara a stupire tutti, anche se stesso. La visita parte alle ore 12 dal Belvedere e termina alle 19 a Casa di Ortega.  Scorcio dei Sassi A cavallo dell’ora di pranzo i componenti della Commissione saranno ospiti conviviali di cinque famiglie materane (nei Sassi) per testare l’accoglienza del territorio, a furia di leccornie della tradizione culinaria , sperando che non vadano troppo giù con il vino! Successivamente, a...

Matera-Siena: incontro-scontro.

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L’esperienza che ho vissuto è una di quelle cose che devi scrivere di getto il giorno dopo, dopo averci pensato su tutta la notte. Il lavoro che stiamo facendo con unDocumentary   non è passato inosservato agli organizzatori del Premio Sele D’oro e mi hanno invitato a Oliveto Citra (SA) a presentarlo. Non ci avevo capito molto, in realtà, ma con l’entusiasmo di andare a presentare un progetto che mi sta appassionando tantissimo, mi ci sono fiondato, con Valerio in rappresentanza del gruppo di lavoro del documentario. Mentre mi avvicinavo a destinazione, ho scoperto che ci sarebbe stato anche Angelo Romagnoli, coordinatore artistico di Siena 2019; quindi si prospettava una sorta di confronto tra le due città e ho sentito il Palazzotto, per la benedizione: “Va’ e parla a nome della web community ”, il succo romanzato del messaggio che ho ricevuto dal Comitato.   E all’interno del “Caffè delle Idee”, uno degli appuntamenti del Premio, dello scontro che ho annunciato ne...

Corazzo's summer.

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Estate 2014, a Corazzo si registrano le giornate più calde degli ultimi anni. Soprattutto in questo mese d’agosto, la temperatura percepita dal corpo umano è stata davvero da record. State tranquilli, non si tratta di reali valutazioni metereologiche, come quelle che spesso spingono i tg a consigliare di non fare uscire i vecchietti e i bambini. Si tratta comunque di fenomeni esotermici ma di quelli che fanno bene a tutti, soprattutto agli anziani e ai ragazzi. Chi sale in Abbazia viene accolto con un sorriso e con un fresco bicchier d’acqua appena sgorgato. Poi viene “preso per mano” da “Frà Guida” per un salto nel passato tra i cistercensi. Fa la foto con il cartellone con su scritto “E’ vietato calpestare i sogni”, sfida il vento di montagna con l’aquilone, digerisce la derrata d’informazioni storiche con quattro calci al pallone, compila il modulo per il Censimento FAI e per lo spettacolare sito archeologico e l’accoglienza ricevuta vorrebbe firmarlo altre 1000 volt...

"I Don Chisciotte" Prima puntata: L'Orto dei Tu'rat.

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I Tur'at Non so se è più un racconto o più un viaggio, forse è  tutti e due, viaggio in più tappe, o per voi che leggete, racconto in più puntate. Viaggio dove ho scoperto e conosciuto chi resiste, chi coltiva la terra in maniera arcaica, chi la strappa all’erosione del cemento, chi al dissesto idrogeologico, chi la lavora rispettando l’equilibrio naturale, chi alleva e munge a mano, chi trasforma i prodotti di ogni origine secondo canoni dimenticati, ma con le conoscenze 2.0, oppure chi produce acqua naturalmente, dove l’acqua non esiste. Seguendo questo viaggio vi racconterò come questi novelli Don Chisciotte lottano e resistono quotidianamente contro elementi naturali e non, affrontando la madre di tutte le battaglie, quella contro la burocrazia e l’ignoranza di chi la gestisce. Prima puntata: L’orto dei Tu’rat. Non preoccupatevi, non vi parlerò di un fondo coltivato appartenente ad una nobile famiglia mediorientale, come qualcuno maldestramente l’ha defi...