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Il fattore "I".

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Missione compiuta! Partiamo dalla fine. # I nvasionidigitali ad #Acerenthia è stata un successo. Successo di pubblico, successo mediatico, soprattutto successo per un cambio di rotta, un cambio di visione. Collaboraz I one, interaz I one, az I one sono le parole che finalmente, hanno sostituito per un giorno immobilismo e decadenza, figlie di stupide contrapposizioni, interessati localismi e campanilismi irragionevoli, tutte becero frutto di una visione vetusta e dell’incapacità di promuovere tesori inestimabili.  Il #25aprile è stata una giornata memorabile. Tutti si sono dati da fare, ognuno calato nella propria parte, ognuno denudato di qualsiasi titolo, pensando al bene comune: far conoscere e rivalutare questo antichissimo e misterioso borgo. #Acerenthia ha acceso le sue luci sul palcoscenico della rete, si è donata alla sua comunità e la sua comunità si è donata all’ I nvasore , proprio come nello spirito di chi ha una missione da compier...

25 Aprile : Festa dell’Invasione.

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Il 25 aprile è una data molto importante per il nostro paese, si festeggia la liberazione dall’invasore straniero e la conseguente fine della guerra.  Anche noi festeggeremo il 25 aprile, ma festeggeremo a modo nostro, con un’invasione, un’invasione atipica, un’invasione gioiosa, un’invasione per liberare la cultura. Quel giorno, con l’aiuto di ForCalabria  e l’amministrazione comunale di Cerenzia invaderemo il borgo antico di Acerenthia  (KR) e tutti insieme fotograferemo, filmeremo, esploreremo e faremo conoscere in tutto il mondo questo straordinario luogo avvolto dall’oblio. Esso fu abbandonato nella seconda metà dell’ottocento dai suoi abitanti, fuggiti all’imperversare della malaria che, migrando poco più ad ovest edificarono l’attuale Cerenzia (KR). Oggi è uno dei siti archeologici più interessanti per importanza paesaggistica di questa zona di Calabria.  Il borgo è unico per bellezza architettonica, è intriso di storia e mistero, è il simbolo dell...

La Matera troglodita.

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Troppo spesso dimenticata, la Basilicata è una tra le regioni più affascinanti e ricche di tesori ancora tutti da scoprire. È la regione del mare, della collina, ma anche e soprattutto della pietra. Le popolazioni di questi luoghi hanno vinto la lotta con la sopravvivenza grazie alla loro antica sapienza nell’arte di adattarsi, e sfruttare tutti i doni dell’ambiente, compresa la roccia. La roccia è vita, la roccia è arte e cultura, tradizione e passione, poche parole per descrivere un’eccezionale città lucana: Matera. Nata dalla pietra, si impone fiera e immobile su una valle aspra e ripida, che racconta in ogni suo angolo la storia degli uomini che ci sono passati. Visitare questa città significa non solo “fare vacanza”, ma viaggiare attraverso epoche e storie di vita straordinarie, tutte accomunate dalla presenza della pietra, scavata e lavorata durante i millenni fino a farla diventare “casa”. Troglodita è colui che abitava le grotte, ecco perché Matera , la testimone d...

L'isola del tesoro.

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Interno chiesa di S. Francesco Trovare un tesoro in Sicilia può essere un accadimento non troppo raro, sempre che si dia al tesoro un valore molto ampio, soprattutto immaginario. In ogni angolo dell’isola se ne cela uno, sempre diverso, eccitante e sempre inatteso. Mazara del Vallo (TP) è uno di quei posti, dove questa regola ricorre in maniera cadenzata. In molti credono sia solo il fulcro di una grandissima flotta di pescherecci che tutte le sere affrontano questo braccio di mare pescosissimo, un' azzurra distesa che ci separa dal continente africano, uno specchio d'acqua che da troppo tempo, però, rinfrange tragedie di vite spezzate di uomini, donne e purtroppo di molti bambini. Ma i viaggiatori più affamati e non troppo stereotipati, hanno visto una  Mazara differente, hanno esplorato i vicoli mozzafiato della casbah , densi di locali colmi di uomini con il fez , che mischiati al fumo dei narghilè testimoniano la storia di integrazione tra etnie e religioni ...

Open Day unMonastery!

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Dal primo febbraio 2014 è entrato nel vivo il progetto Unmonastery sostenuto dal Comitato Matera 2019. A Matera, in uno storico palazzo dei Sassi, stanno cominciando ad arrivare da tutta Europa hacker, artisti, designer, sviluppatori. Per quattro mesi vivranno insieme in questo originale “Non monastero” per aiutare la comunità locale a sviluppare progetti di ricerca su diversi temi. Sabato 15 Marzo il primo Open Day di unMonastery! Siete tutti invitati a una giornata di festeggiamenti in cui condivideremo progetti, competenze, chiacchiere e cibo. Si inzia la mattina alle 10:30  issando la bandiera dell'unMonastery e partendo in missione per esplorare e mappare fermate e tragitti degli autobus di Matera in maniera aperta su OpenStreetMap e al ritorno pranzeremo tutti assieme. Dopo pranzo ci sarà una sessione di condivisione di competenze tecnologiche per poi arrivare al piatto forte della giornata: le Presentazioni Lampo! Dalle 16:00 nonMonaci e materani presenteranno i loro ...

Storie di ordinaria follia.

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Quello di Soveria Mannelli (CZ) è un territorio ricchissimo di acqua, in superficie e nel sottosuolo. E’ qui che nasce il fiume Amato, uno dei più importanti della Calabria, citato già da Aristotele, con il nome di “Lamete”, giudicato navigabile e che nella sua corsa verso il mar Tirreno divenne infrastruttura naturale che diede vita all’attuale Lamezia.  Grande è la presenza di torrenti, se ne contano sei nel perimetro comunale e tutto il comprensorio ha questa forte connotazione. Non da meno il sottosuolo, con moltissime vene d’acqua che diventano sorgenti in diversi punti. Soveria Mannelli è il paese delle fontane, dal  1600 ne sono state costruite più di 25, molte per un agglomerato di poco più di tremila abitanti spalmati su venti Kmq. L’acqua che sgorga da queste cannule è cristallina, freddissima,  è simbolo della salute e della vita, a volte è accostata allo scivolare dei pensieri, alla tumultuosità dell’esistenza odierna, ma anche alla stagnazione, car...

"Sa Sartiglia".

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Il Carnevale , con i suoi riti, i suoi costumi, le sue origini…in tutto predomina la morte. Ed è quello il senso che prevale, ma con buona dose di derisione e sarcasmo. Diceva tempo fa Franco Cardini “ il Carnevale è una festa inquietante che viene vissuta nell'ombra della morte .” E' il classico avvicendarsi del tempo, un tempo che muore, cupo e tetro e uno che rinasce, che avanza.  La Quaresima entra con prorompenza e vigoria nell'immaginario degli uomini perché è anche il simbolo (profano) della rinascita della natura, del colorarsi e illuminarsi del giorno. Ma il Carnevale è anche un momento propiziatorio, una spinta verso un periodo più ricco. Una spinta che, nell'antichità era affidata a veloci cavalli che trainavano sfavillanti bighe in folli corse per sfidare la morte. In molte manifestazioni carnevalesche, in Italia, è ancora così e ce n’è una in particolare dove la corsa è proprio quel momento propiziatorio, ma allo stesso tempo ripudia l'ide...